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Sport e Danza > > domenica 5 febbraio 2012


APQ: attivato laboratorio di calcio a undici con “Sostegno Docet”



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In questa proposta progettuale, l’ associazione “Sostegno Docet c.r.s. ha offerto ai partecipanti, di età compresa tra i 17 ed i 30 anni, normodotati e diversamente abili del distretto socio sanitario n° 39, opportunità educative secondo un modello operativo che ha utilizzato l’attività motoria ad orientamento sportivo, che nella fattispecie è stata indirizzata, data la caratteristica specifica dell’impianto dove si è sviluppato (campo di calcio a 11 di Aspra ), allo sportcalcistico. Uno sport che spesso rappresenta per tali fasce della popolazione una delle passioni principali che, se ben orientata, può dareun contributo educativo significativo.



L’ attività ha avuto come finalità quella di creare la formazione di squadre sportive derivante da gruppi eterogenei ( per abilità sportive, esperienze calcistiche etc. ) di soggetti normodotati e diversamente abili. Non c’ è stato, quindi, un fine solamente agonistico, caratterizzato da sistemi di  rigida selezione ma, al contrario, quello di massima apertura.



E’ stata realizzata un’attività concretamente operativa rivolta ai soggetti in situazione di svantaggio assieme a coloro che non ne hanno, accomunati da un forte interesse comune: il calcio.



Al termine di questo laboratorio si è centrata una finalità importante: il processo d’integrazione, che, quasi sempre, fuori dalla scuola si disperde. E’, infatti, al modello d’ integrazione scolastico che si è ispirato tale modello progettuale.



L’ azione prevista in questo progetto APQ è stata quella relativa al punto 1.5.10, ossia al laboratorio sportivo di calcio a 11 che si è realizzato presso il campo comunale “P. Silvano”



di Aspra.



Si espongono dappresso le finalità, gli obiettivi e i contenuti realizzati in questo primo laboratorio del progetto.



Finalità generali



a)      indirizzo degli iscritti  partecipanti al corso verso una nuova ottica educativa e culturale nei



confronti della pratica di uno sport, che ben praticato presenta legami educativi reali e concreti con la realtà della vita quotidiana.



b)      pratica del calcio non solo per chi è più predisposto a livello agonistico.



c)      comprensione delle nozioni fondamentali tecniche, tattiche, atletiche e comportamentali



relazionate con le problematiche vere e concrete della pratica sportiva e, soprattutto, con quelle della vita quotidiana;



d)      far vivere ai ragazzi presentanti problematiche caratteriali forti emozioni alternative, grazie   alla  pratica di questa disciplina, che può divenire anche agonistica, al fine di attenuare determinate problematiche che, in certe occasioni, possono sfociare, o sono, purtroppo, già sfociate in atti di violenza ( vedi le forme negative del tifo calcistico ).



 



La cura di tali finalità ha mirato ad attenuare le tipicità negative derivanti dal comportamento della società calcistica-tipo per soggetti dell’età compresa tra i 14 ed i 30 anni. Per tali soggetti, frequentemente, una passione nei confronti di uno sport come il calcio si trasforma in perdita di autostima, allontanamento dalla pratica sportiva o, nei casi migliori ad una pratica spontanea, quasi sempre basata sul calcio a 5, che richiede dei costi ma che non soddisfa quella naturale “voglia” di calcio a 11 difficilmente cancellabile dall’animo di molte di queste persone.



Questi soggetti, frequentemente, vengono esclusi in modo esplicito od implicito per cause legate a delle difficoltà varie sintetizzabili in problemi di natura: fisica, tecnica, tattica, caratteriale, mancanza di personale e di spazi per rivolgere le più appropriate attenzioni a questa tipologia d’utenza etc.



 



       Finalità educative comportamentali



Affinché la pratica sportiva realizzi un’azione significativa a livello educativo oc­corre coniugare numerose finalità che sono strettamente collegate fra di loro e che mirano ad incrementare i livelli di: partecipazione, consapevolezza, formazione, inserimento, socializzazione, integrazione, stabilità, appartenenza, autostima, autocontrollo, spirito di sacrificio, altruismo, grinta, coraggio, ascolto del  proprio corpo, armonia ed equilibrio psicomotorio.



Finalità tecniche



       Si è trattato di curare l’aspetto “grammaticale” del gesto calcistico.



E’ chiaro che in termini sportivi, prima di ogni discorso fisico, tattico o di altra natura, occorre che il praticante raggiunga un sufficiente tasso tecnico, che gli permetta di controllare e prevedere le varie imprevedibilità derivanti dalla variegata tipologia di controllo che l’attrezzo di gioco comporta (palloni provenienti dall’alto, rimbalzanti in diverso modo, da controllare con determinate parti del piede o del corpo etc. ).



Finalità tattiche



        In diversi casi i ragazzi ( compresi quelli tecnicamente abili ) non ottengono risultati per via del loro comportamento tattico, che fondamentalmente si lega a fattori come la stretta correlazione con la tipologia di carattere e alle carenze di nozioni legate ai movimenti da compiere in base a vari elementi: posizione del portatore di palla, movimenti da compiere in base al ruolo e alla zona di campo che si ricopre, in relazione al comportamento degli avversari etc.



      



       Finalità fisiologiche



Si è trattato di far prendere coscienza di un aspetto che si lega, spesso, a problematiche di natura genetica e strutturale.Genetica, se si collega al problema derivante dalla percentuale di fibre veloci (FT)  presenti nei muscoli degli arti inferiori di un soggetto, e strutturale se sipone l’attenzione sull’aspetto morfologico.



Fermo restando che la percentuale di miglioramento a questa età è quasi nulla, grazie, però a programmazioni mirate e con pianificazioni di lavoro calcistico che puntano ad incidere sul concetto di anticipazione motoria, qualità coordinativa indispensabile per sopperire in tanti frangenti di gioco a questa carenza, si riesce almeno a mantenere ed incrementare leggermente le qualità neuromuscolari, soprattutto quelle derivanti da tali problematiche



 



Obiettivi generali



 



1.      gli aspettifisiologici della prestazione calcistica;



2.   elementi di tecnica calcistica;



3.   elementi di tattica individuale ed elementare di squadra;



2.      elementi di tattica di squadra;



3.      aspetti significativi della preparazione mentale e comportamentale riferiti allo sport calcistico



 



Gli esperti che hanno curato il corso sono: Prof. Gianni Matteo Lo Piparo; Animatore/Assistente Giuseppe Pedone


Supervisione
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